Migliorare Il Rapporto Con I Propri Figli

Il rapporto che i genitori vivono con i propri figli è essenziale non solo per la loro crescita, ma anche per i genitori stessi; uno dei presupposti della relazione genitoriale, è che quanto siamo disposti a dare, tanto riceveremo in cambio.

Sviluppare un buon rapporto emotivo con i figli, permette di acquisire più facilmente le “regole di vita” che siamo disposti ad insegnargli, sviluppando una migliore collaborazione all’interno del nucleo familiare. Creare la “fiducia” all’interno della relazione genitore\figlio, è la base affinché possano imparare una buona educazione. 

Alcuni studi, hanno evidenziato come bisogna sviluppare nella relazione con i figli varie tipologie di interazioni durante la giornata, come spiegare, correggere, rimproverare ed altre ancora…ma spesso a causa del lavoro, impegni e stile di vita frenetico che caratterizza la nostra società attuale, diventa impossibile poter dedicare il tempo necessario a questi tipi di interazioni.

Di seguito, sono spiegate una serie di abitudini consigliate da attuare quotidianamente, affinché si possa sviluppare un rapporto genitore\figlio positivo.

1.Sviluppare il contatto fisico con 12 abbracci al giorno

Una terapeuta dell’ambito familiare, la dott.ssa Satir V. diceva che “Abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per la sopravvivenza, di 8 abbracci al giorno per vivere e12 abbracci al giorno per crescere.” 

Durante la giornata basterebbe coccolare qualche minuto al risveglio e prima di andare a dormire, il proprio figlio; abbracciarlo quando si esce di casa e quando si ritorna nella propria abitazione. Bisognerebbe eseguire semplici gesti quando si è insieme, come accarezzare i capelli, massaggiare le spalle o stare seduti l’uno di fianco l’altro, avendo un contatto spalla-spalla. Quando i bambini, sono più grandi, quindi adolescenti, potrebbero rifiutare questi gesti, quindi si può avviare con semplici strategie pratiche, come portare loro una bevanda o parlare con loro della giornata appena trascorsa.

2. Ridere insieme

Ridere di qualcosa o guardando un film, è un toccasana per il nostro organismo, poiché stimola i neurotrasmettitori della felicità le endorfine. Adoperare un linguaggio ed un comportamento “divertente” con i propri figli, può alleviare possibili ansie, e sviluppare una maggiore cooperazione nella relazione genitore\figlio. Molto spesso, non viene data molta attenzione al linguaggio e alla comunicazione, ma anche il modo di “dire le cose”, influenza il rapporto, ad esempio:

“Luca vieni a mangiare a tavola… fai subito che è pronto”

oppure

“Luca ti sta aspettando un dinosauro a tavola, vola qui prima che scappa e poi dobbiamo andare a rincorrerlo per casa”

3.Spegnere o lasciare lontano la tecnologia, come il cellulare, i videogames e i tablet.

Avete mai pensato a spegnere o portare in un’altra stanza il vostro telefono quando vostro figlio vi vuole parlare? se si, sappiate che questo gesto resterà nella memoria di vostro figlio come un gesto che indica “io ti voglio ascoltare davvero”. Nei vari momenti di colloquio e dialogo, è opportuno eliminare qualsiasi fonte di distrazione, soprattutto la tecnologia che ha la capacità di essere un grande deficit della nostra attenzione; spesso, queste distrazioni portano ad evitare il contatto visivo con la persona con la quale stiamo parlando, cosa che invece porterebbe una maggiore apertura ed una migliore condivisione di quanto si voglia dire.

4.Ottimizzare il tempo insieme, con singole attività piacevoli

Dedicare 15 minuti al giorno su ciò che il bambino desidera, e non alternare tanti piccoli momenti su cose superflue.

Il tempo è una delle risorse più importanti, sarebbe opportuno strutturare al meglio le varie attività, soprattutto l’attività fisica e i giochi di maggiore interesse.

5.Imparare a conoscere e poi gestire le sue emozioni

Ogni persona, bambini compresi, hanno bisogno di esprimere le proprie emozioni, positive o negative che siano. É questo uno dei momenti più utili di “essere genitore” per il proprio figlio, accogliere e contenere quelle emozioni, insegnandogli a gestirle nel migliore dei modi, accompagnandolo passo dopo passo in quello che sta vivendo. Lasciare che sentimenti come rabbia o collera si scatenino, non è giusto, anzi, bisogna trovare insieme delle strategie affinché si possano canalizzare tali emozioni e quindi gestirle nel migliore dei modi. Questo comportamento, fa si che la figura genitoriale possa essere vissuta come un ambiente sicuro e gratificante in quei momenti di sconforto, anziché rinchiudere quelle emozioni dentro se stessi, non sapendole gestire o non conoscendole ancora bene.

Tra i vari consigli, questo è sicuramente uno di quelli più impegnativi da portare avanti, ma pensiamo che l’amore che si prova per un figlio possa far passare in secondo piano questa difficoltà.

6.Ascoltare ed empatizzare

Ogni volta che un bambino inizia a parlare, le uniche frasi da dire dovrebbero essere: “Wow…ascoltiamo un po’…davvero?…continua, ti ascolto….”…altrimenti sarebbe meglio non parlare.

E’ compito di ogni buon genitore imparare ad indossare gli occhiali con i quali il proprio figlio\a osserva il mondo.

Imparare ad essere empatico con lui.

Conoscere il pensiero, i modi e i comportamenti del proprio bambini, permette di ragionare correttamente su un determinato atteggiamento, e non impazzire a capirlo. Inoltre, permetterà di gestire anche le proprie emozioni quando ci si trova a scontrarsi con quelle del bambino, infatti, la maggior parte delle volte non è un nemico, ma forse solo frainteso.

7.Vivere con attenzione e lentamente, “quel momento insieme”

Non deve esistere solo un momento “più lungo” da vivere con il proprio figlio, bensì imparare a trascorrere più momenti prestando maggiore qualità del tempo.

Condividere azioni che possono sembrare ridicole, come  lavarsi le mani insieme, annusare un alimento prima di cucinarlo o guidarlo durante i compiti, significa dare un valore qualitativo al momento trascorso insieme.

8.Il momento di andare a dormire

Sarebbe utile abituarsi a trascorrere del tempo prima della fase del sonno, anche al buio prima di prendere sonno. In questi momenti spesso si può discutere della giornata trascorsa, oppure anticipare le preoccupazioni per la giornata che arriverà l’indomani; non bisogna per forza risolvere i problemi, ma basta anche solo “ascoltare” affinché il bambino si senti ascoltato e rassicurato dal genitore, per poi magari affrontarlo praticamente la mattina dopo.

09.Essere presenti insieme

Prima che un bambino vada via di casa, passeranno solamente 900 settimane, poi avrà una propria vita indipendente dai genitori. Quindi, è opportuno pensare che la cosa migliore nel rapporto genitore-figlio, sia quello di essere presente al 100%.

Lavoro, hobby, amici, sono al secondo posto rispetto i propri figli; il tempo che passeremo insieme è limitato e deve essere vissuto nel migliore dei modo.

Consiglio anche la seguente lettura:

Genitori efficaci. Educare figli responsabili di Thomas Gordon

Vi rimando ad un altro articolo che riguarda l’adolesce e lo sport, buona lettura:

Sport? Come, quando e perché per i nostri figli

Carlo Robusto

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