Il disturbo bipolare è una condizione cronicamente ricorrente che coinvolge stati d’animo che oscillano tra gli alti della mania e i bassi della depressione. La fase della depressione è di gran lunga la caratteristica più pervasiva della malattia. La fase maniacale di solito comporta un misto di fasi di irritabilità, rabbia e depressione, con o senza euforia. Quando è presente lo stato di euforia, questa può manifestarsi sotto forma elevata di energia insolita e di fiducia eccessiva in sé stessi, che tende ad esaurirsi con comportamenti che tendono all’eccesso, tipo spendere in maniera smisurata denaro.
Il disturbo bipolare spesso si sviluppa nella prima fase dell’età adulta, ma può essere presente anche in bambini e adolescenti. Spesso la diagnosi però può essere confusa con disturbi dell’attenzione, iperattività, schizofrenia o disturbo borderline di personalità.
Esistono due tipi principali di disturbo bipolare: Bipolare di tipo 1 e Bipolare di tipo 2.
Nel disturbo bipolare di tipo 1 si avvicendano episodi conclamati di tipo maniacale e depressivo maggiore; di solito esordisce con un episodio depressivo, e il suo decorso è contraddistinto da almeno un periodo maniacale o di eccitamento. La fase depressiva può attivarsi prima oppure essere la conseguenza di una fase maniacale oppure la depressione e la mania possono essere separate da mesi ed anni.
Nel disturbo bipolare di tipo 2 gli eventi depressivi si avvicendano a episodi ipomaniacali (periodi moderatamente lievi, senza sintomi psicotici e che di consueto durano meno di 1 settimana). Nel corso della fase ipomaniacale l’umore risale, il bisogno di dormire diminuisce e l’attività psicomotoria aumenta oltre l’esigenza normale della persona. Si è visto come queste modifiche comportamentali possono essere causa di fattori circadiani, per esempio si va a dormire con uno stato depressivo e ci si risveglia con una fase ipomaniacale.
La caratteristica distintiva del disturbo bipolare è la mania, infatti può essere l’episodio scatenante del disturbo, seguito da un episodio depressivo, oppure può manifestarsi dopo anni di episodi depressivi. Il passaggio tra mania e depressione può essere brusco e gli umori possono oscillare rapidamente ma, mentre un episodio di mania è ciò che distingue il disturbo bipolare dalla depressione, una persona può trascorrere molto più tempo in uno stato depressivo che in uno maniacale.
L’ipomania può essere ingannevole, infatti uno stato di elevata energia può essere visto con un miglioramento, portando la persona ad essere sia produttiva sia creativa, pertanto, può risultare complicato per un soggetto individuare qualcosa che non va in questo status.
Ci sono vari sintomi maniacali, alcuni possono includere le seguenti caratteristiche:
La durata dei due stati d’animo e la loro frequenza possono variare da persona a persona; invece, le fluttuazioni frequenti, note come ciclo rapido, non sono rare e sono definite con almeno quattro episodi l’anno.
Anche la fase depressiva nel disturbo bipolare mostra un’ampia variabilità di sintomi:
I sintomi in uno stadio misto possono invece includere:
Sia i fattori genetici sia quelli ambientali possono portare all’esordio del disturbo bipolare, ma le cause variano da persona a persona. Nonostante le varie ricerche, non esiste ancora uno studio che abbia identificato con certezza il fattore scatenante del disturbo; alcune indagini hanno evidenziato come un elemento potrebbe essere l’età di concepimento che avanza rispetto le vecchie generazioni, portando a mutazioni genetiche come base della vulnerabilità.
Studi effettuati di imaging ipotizzano che potrebbero esserci differenze nelle strutture e nelle funzioni di alcune aree del cervello, ma nessuno di questi si è ancora espresso con certezza.
Si ritiene che gli eventi della vita, come i traumi infantili o altre condizioni simili, abbiano un ruolo importante nel disturbo bipolare. Infatti, è stato visto come in seguito all’esordio del disturbo bipolare, i vissuti traumatici sono maggiormente ricorrenti nella vita della persona; inoltre, è stato messo in luce una maggiore associazione tra soggetti con traumi pregressi e il disturbo bipolare.
Di seguito i risultati dello studio:
Nell’infanzia dei soggetti affetti da disturbo bipolare è stato riscontrato nel 47.8% la disgregazione della coppia genitoriale, nel 19.4% una patologia psichiatrica di uno o di entrambi i genitori e nel 19.1% una malattia fisica del padre o della madre.
In conclusione, la ricerca ha messo in luce che la disgregazione familiare insieme alla patologia (psichiatrica o fisica) dei genitori, durante l’infanzia, possono essere dei fattori di rischio per la manifestazione del disturbo bipolare.
È importante in una terapia lavorare sia da un punto di vista farmacologico sia da un punto di vista psicoterapico, meglio se di orientamento cognitivo comportamentale.
In psicoterapia di solito si lavora sui seguenti punti chiave:
Poiché il disturbo bipolare è una malattia ricorrente, è necessario un trattamento a lungo termine. I farmaci stabilizzatori dell’umore sono in genere prescritti per prevenire gli sbalzi d’umore; il litio è forse lo stabilizzatore dell’umore più noto, ma ci nuovi farmaci che hanno dimostrato di causare un minor numero di effetti collaterali.
Altri farmaci che vengono impiegati nel disturbo bipolare sono gli antipsicotici o neurolettici, maggiormente nella fase acuta rispetto quella depressiva, cosi come le benzodiazepine.
Gli antidepressivi vengono usati nella fase depressiva, ma bisogna porre attenzione ai tempi di efficacia che potrebbero essere più lunghi o modificare lo status da quello depressivo a quello maniacale; per tale motivo è essenziale una costante attenzione.
Naturalmente la terapia deve essere in continua supervisione di un medico specialista, poiché in alcuni pazienti è necessario del tempo prima di trovare una terapia adatta.
La maggior parte dei soggetti con disturbo bipolare sviluppano la condizione nella tarda adolescenza o nella prima età adulta, nonostante i sintomi possano mostrarsi anche nei bambini di età inferiore ai sei anni. I sintomi sono simili a quelli degli adulti e comportano sbalzi d’umore caratteristici della condizione. In alcuni casi, i bambini possono presentare sintomi di irritabilità.
I bambini con disturbo bipolare subiscono forti modificazioni di umore e comportamento, manifestandosi felici ed energici durante gli episodi maniacali e diventando molto tristi e meno attivi durante gli episodi depressivi. I sintomi sono spesso abbastanza importanti da interferire con le attività scolastiche e le relazioni interpersonali e possono portare a comportamenti autodistruttivi.
Il trattamento per il disturbo bipolare in questa fascia d’età può includere la terapia farmacologica e la terapia familiare in psicoterapia.
Nonostante il disturbo bipolare porti un cambiamento importante nella vita di una persona, è fondamentale indicare che con un’adeguata terapia farmacologica e una psicoterapia basata sull’assunzione di strategie adeguate, i soggetti possano farvi fronte. La psicoterapia in aggiunta alla farmacoterapia, permette di affrontare i problemi relazionali e lavorativi che di solito accompagnano il disturbo.
Bibliografia di riferimento:
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